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sabato 19 giugno 2021

L'ARCA, I TEMPLARI E LE SPADE - Presentazione e mia intervista su LIBRINEWS del 19 Giugno 2o21

L’Arca, i templari e le spade: presentazione e intervista a Fabrizio Frosali

Anteprima dal libro "L'arca, i templari e le spade" e cinque domande all'autore

L’Arca, i templari e le spade: presentazione e intervista a Fabrizio FrosaliL'Arca, i templari e le spade
Edito da Fabrizio Frosali nel 2021 • Pagine: 66 • Compra su Amazon

Tutti sanno cos’era l’Excalibur, la mitica spada di re Artù. Ma si trattava davvero di un mito? E se era reale, dov’è finita? Anche Giovanna d’Arco ha usato delle spade, almeno sei, di cui una “magica”. Sono andate disperse anch’esse o esistono ancora? E dove è finita l’Arca dell’Alleanza? Almeno due autori francesi la collocano in due siti diversi della Provenza… Seguendo varie piste l’autore ha compiuto ricerche anche sul campo e correda questo agile libro con molte fotografie appartenenti al suo archivio personale. Non manca un pezzo su una famosa regina dei pirati. Un libro che può essere usato anche come guida per viaggi all’insegna del mistero, nel territorio spettacolare del Verdon (FR) e oltre, alla ricerca degli oggetti misteriosi e magici descritti, pur presenti nel nostro mondo reale.

Un estratto dal libro scelto dall autore
Fu in quel periodo che Riccardo si diresse a Taormina per incontrarsi con Tancredi di Lecce che là risiedeva. Con questo regnante abbiamo visto che i malintesi si erano risolti (le ire di Riccardo erano adesso rivolte più verso Filippo Augusto di Francia). Secondo le cronache del tempo il primo marzo del 1191 Riccardo, che si era mosso da Catania per incontrare Tancredi, lo trovò quasi per caso nelle vicinanze. Dopo esser scesi da cavallo, i due si corsero incontro e abbracciatisi reciprocamente, rientrarono in Catania. Qui Riccardo accettò l’invito di dimorare nel palazzo dello stesso Tancredi, ed è in questo frangente che compare finalmente l’Excalibur. Tancredi aveva regalato al re inglese cavalli, coppe d’oro e d’argento e drappi pregiati. Riccardo accettò solo un piccolo anello, ma ricompensò Tancredi con l’EXCALIBUR, la spada che era stata trovata nello scavi dell’abbazia di Glastonbury.
Si può discutere sul perché il re Plantageneto fece quel gesto. Credeva veramente che quella fosse la spada del mitico Artù? In questo caso perché la regalò a Tancredi, invece di tenerla per sé, visto che era il simbolo della più nobile discendenza? Fu forse un impulso irrefrenabile di generosità da parte di Riccardo, a cui come abbiamo visto era soggetto, oppure a Tancredi fu semplicemente regalato un falso od una copia della spada trovata nell’abbazia? Nello scavo era veramente stata trovata anche una spada? La storia non dice nulla al riguardo, ma sembra che Tancredi abbia apprezzato il regalo, perché a sua volta volle partecipare alla spedizione in Oriente facendo dono a Riccardo di quattro grandi navi e di quindici galee.
E poi? Che fine ha fatto questa Excalibur vera o falsa che fosse? Per anni ho cercato qualche accenno su libri che trattano del periodo, poi alla fine…

Le accuse come si sa erano le solite: rinnegamento del Cristo, venerazione di un idolo, culto dei demoni ecc.. Nel corso dell’interrogatorio Frate Arnold riporta di aver compiuto il 27 ottobre 1307 un viaggio dal castello di Greoux les Bains a quello di Mane con un convoglio di carri. (castelli entrambi tenuti dai templari) Interrogato sul loro contenuto, rispose affermando che contenevano dei manoscritti, degli oggetti sacri, delle tavolette d’argilla scritte e dei cofani. Tra questi ce n’era uno più piccolo che nessuno poteva avvicinare e la cui guardia era affidata a certo padre Hely. Veniva mostrato ai confratelli al momento della ricezione nell’ordine di nuovi adepti. Padre Hely parlava al cofano e questo gli rispondeva in una lingua ignota a tutti poi un busto di vecchio sembrava sorgere dallo strano oggetto. Interrogato su chi fosse questa figura, Arnold rispose che gli fu detto da padre Blacas che era Mosè il guardiano delle tavole della legge. Il metallo del cofano era di materia sconosciuta e padre Blacas affermò che si trattava della famosa Arca dell’Alleanza che era stata recuperata a Gerusalemme nel 1127 e depositata in seguito all’abbazia di Senanque su domanda dei Benedetti Bernardo e Malachia. Una leggenda afferma che un’antica cappella dei templari dedicata a Santa Maddalena esisteva a 13 leghe da Gap, nelle montagne e fu qui che era stata nascosta l’Arca trovata in Palestina. Questa commanderia passò sotto la giurisdizione dell’abbazia di Senanque.
Secondo De Bezaure l’arca sarebbe stata trovata da Hugues de Payen (de Bagarry) da Balthazar de Blacas, e dal Principe di Orange, Raimbaud des Baux, che prese il soprannome di Galaad perché avrebbe ritrovato proprio su questo monte, nell’Oltre Giordano il magico oggetto.
Ora a Mane, castello privato e dunque non visitabile, si sa per certo che esisteva un tesoro…

Intervista allo scrittore

Come è nata l’idea di questo libro?

L’idea di questo libro è nata dal desiderio di porre a conoscenza degli interessati quel poco o tanto che sono riuscito a scoprire circa gli argomenti trattati. I primi capitoli erano già destinati ad esser pubblicati su una rivista da edicola e non lo furono a causa del collasso della casa editrice. Un’edizione di questo libro è già stata pubblicata in forma limitata e a dimensioni ridotte. Faccio presente che questa edizione è in carta patinata e contiene molte foto a colori tratte la maggior parte dal mio archivio personale. Infatti il libro può esser usato come una mini guida per seguitare le ricerche al punto in cui le ho lasciate io nel territorio bellissimo e incontaminato del gran canyon del Verdon, in terra di Provenza.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

La ricerca nel Verdon è costata tempo e denaro, ma limitatamente. Mi spiego. Ho compiuto diversi sopralluoghi negli ambienti descritti, ma poiché l’ambito delle mie ricerche era vasto e molteplice, nello stesso tempo effettuavo anche altre indagini che nel libro non son descritte. Alcune di queste ricerche hanno già visto la luce su una rivista edita anni fa, come dicevo prima.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

I miei autori di riferimento per la ricerca nel Verdon sono Guy Tarade e Bernard Falque de Bezaure. Per gli altri capitoli gli autori da me consultati sono troppi per poterli anche solo elencare, a partire dai principali testi medievali riguardanti la Tavola Rotonda, fino ad alcuni saggisti classici, tra cui John Gillingham e Regine Pernoud. Attualmente mi sto dedicando a scrivere nuovi romanzi di SANDOKAN, il personaggio più grande di Emilio Salgari, e oltre a lui e ai suoi innumerevoli epigoni, tengo ben presente i lavori di Edgar Rice Burroughs e Robert Howard.

Dove vivi e dove hai vissuto in passato?

Salvo il periodo di due anni a Roma, son sempre vissuto a Livorno la mia città natale.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dal punto di vista letterario intendo continuare con le storie di Sandokan cercando di svincolare il personaggio dalle pastoie ottocentesche in cui è limitato, ma se si presentasse l’occasione potrei anche compiere altre ricerche del tipo di quelle descritte nel libro…

domenica 15 dicembre 2019

TESORI E ALTRI MISTERI DI CALAFURIA E CALIGNAIA

  1. In questi ultimi anni mi son dedicato più alla narrativa che non alla saggistica, ed ecco spiegato perchè da molto tempo non ho più scritto qui. Adesso però è l'occasione per farlo, con l'uscita del volume "RACCONTI POPOLARI" della casa editrice Alcheringa, curato da Lina Anielli. In esso vengon trattati da vari autori storie in cui la realtà e la fantasia si combinano, ma come certo sapete sotto ogni leggenda narrata dai nostri avi  c'è un fondamento storico e dunque a mio avviso è meritorio cercare di fissare su carta, abitudini, stili, e ricordi di vita che altrimenti si perderebbero in questo odierno appiattimento comune. Sono stato felice  di contribuire all'opera, con un mio scritto che ha per titolo lo stesso di questo post.
    In esso vado alla ricerca, e non solo di quello, del tesoro di Buffarini Guidi, importante gerarca nazista, fucilato alla fine della guerra. Costui avrebbe nascosto i suoi averi presso la scogliera di Calafuria, nel luogo che vede l'epilogo del film "IL SORPASSO", una zona che conosco bene, fin da piccolo.  La mia ricerca si estende anche al vicino CASTELLO DI SONNINO con le sue grotte subacquee. Non svelo nulla delle scoperte, rimandandovi al libro, ma corredo questo breve post con un paio di mie foto della zona, teatro degli avvenimenti.

sabato 5 novembre 2016

LOCKENHAUS, il castello del Graal

            In "E-nigma magazine" è stata pubblicata la prima parte del mio lungo articolo sui molti misteri del castello di LOCKENHAUS in Austria. 
          Questa è la presentazione dell'articolo che hanno messo in pubblicità: "Lockenhaus: Fabrizio Frosali indaga, in questa prima parte della sua ricerca, i misteri del castello di Lockenhaus, un luogo insolito dove, si narra, che i cavalieri templari officiassero strani rituali. Ma, Lockenhaus è importante soprattutto per la sua simbologia che mostra delle connessioni con il culto di Mithra e sembra rivelare degli importanti indizi per la Cerca del Santo Graaal" 
             Da questa parte dell'articolo ne estrapolo un piccolo pezzo...
          " ...Ma tutto questo non basta per assegnare ai templari la frequentazione del luogo, in mancanza di altri dati più probanti. Helmut Lammer in “Enigmi di pietra” ha osservato che in Siria alcuni castelli crociati avevano aperture simili nei vertici delle volte per far passare la luce. Queste aperture venivano chiamate Sahuyn in Arabia. Analizziamo allora le croci delle absidi. .Lammer e Boudjada in “Enigmi di pietra”, edizioni Arkeios 2005, affermano che in ogni abside sono inserite due croci, “una dell’ordine templare, l’altra è invece una croce latina cioè un’asta orizzontale che ne interseca una verticale di lunghezza uguale”. Tutto questo non corrisponde a verità, perché la seconda partendo dal centro è una croce potenziata come la seconda della seconda abside.
C’è poi poco distante una croce raggiata. Ve ne potrebbero essere altre. Ma oltre alle croci, templari e non, c’è un altro manufatto nel locale, una specie di parallelepipedo come quelli usati nei mitrei. Questo ha un disegno strano con dei ghirigori. A prima vista incomprensibile. Lammer e Boudjada, ci vedono “un ostiario realizzato accuratamente, sul lato frontale il simbolo dell’eresia gnostica, una coppia di serpenti intrecciati e sotto il simbolo del pane nella forma profana di una ciambella incorniciata da un arco romanico diviso in tre parti”. Ma c’è un’altra teoria ben più intrigante sulla misteriosa immagine....

sabato 18 giugno 2016

HOLGER DANSKE al castello di Kronborg

Il castello di Kronborg in Danimarca è noto principalmente per essere quello dove Shakespeare ambienta l'Amleto.  Notizie sulla costruzione si trovano facilmente su Wikipedia  e non intendo riportarle qui. Invece allego alcune mie foto fatte nell'occasione di una mia visita in anni passati al castello, dove potei fotografare la statua di Holger Danske, il guerriero danese che faceva già parte dei cavalieri di CarloMagno. Secondo la leggenda Holger dorme ancora nei sotterranei del castello e attende di  risvegliarsi quando la Danimarca sarà di nuovo in pericolo (Mi chiedo perchè non si è ancora svegliato, data l'invasione che sta subendo il suo paese ... ) Ebbene la statua di Holger è ubicata appropriatamente nei sotterranei che sono oltremodo suggestivi e qui ne vedete uno scorcio.
Fabrizio

sabato 7 maggio 2016

La piramide di KENCHREAI

Pochi lo sanno ma anche in Grecia si trovano piramidi. Non spettacolari certo come quelle egiziane ma anche queste sono del pari strutture enigmatiche. Quasi tutte sono resti informi, ma quella che si trova vicino a Kenchreai, in Argolide,  è abbastanza integra. Manca della parte superiore ma l'inclinazione delle facce è riconoscibile agevolmente. Sembra, ma il condizionale è d'obbligo, che fosse usata a  scopi militari come ossservatorio. I muri sono costituiti da grandi blocchi di pietra poligonali ben congiunti tra di loro. La base consta di 4 lati con lati di 13 e 11 metri solamente ed è composta di enormi pietre spesse 2 o tre metri . La porta di entrata è a punta similarmente ad altre costruzioni micenee . Nell'interno vi sono vari locali .  Il punto di vista dalla piramide è eccezionale. La posizione è strategica ed i tedeschi nell'ultima guerra posizionarono ben 3 posti difensivi nel passo che porta alla piramide.  La foto dove sono io da l'idea di quello che poteva essere il corpo di guardia...

mercoledì 20 aprile 2016

Castel SONNINO

Per una volta vi intratterrò su un castello italiano. Si tratta di quello appartenuto a suo tempo a Sydney Sonnino che fu ministro italiano. Il sito di Wikipedia dice le cose più importanti su questo castello e mi permetto di copiarlo.
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La costruzione del castello risale alla fine dell'Ottocento, quando il barone Sidney Sonnino decise di installarvi la propria residenza. L'area designata era occupata da un fortilizio cinquecentesco, realizzato dai Medici sui resti di una precedente fortificazione d'origine remota e facente parte di un complesso sistema per la difesa della costa (si vedano le voci Torri costiere della provincia di Livorno e Torri costiere del Granducato di Toscana).
I lavori consistettero in un ampliamento ed una elevazione della struttura preesistente, che un tempo, nota come torre San Salvatore, era costituita da una torre quadrata (il nucleo originario) preceduta da uno spalto per il posizionamento dell'artiglieria. Il maniero fu completato con l'aggiunta di una cappella esterna (1895), ancor oggi esistente ed immersa nel rigoglioso parco circostante.
Sonnino, figura di spicco nel panorama politico italiano, era fortemente legato alla sua dimora livornese: uomo burbero e severo, era affascinato dalla rude solitudine e bellezza di quel tratto di costa, che poteva dominare, per ampi tratti, dall'alto del castello. Decise perfino di esservi sepolto e pertanto, alla sua morte (1922), la sua salma fu tumulata in una grotta della scogliera, nei pressi dello stesso fortilizio.
Attualmente il castello è una residenza privata e quindi non accessibile al pubblico, salvo che in occasioni particolari, come nel corso delle "Giornate del FAI" tenutesi nel 2007, quando la proprietà ha aperto la dimora ai livornesi e ai numerosi turisti.
Inoltre il maniero è dotato di un porticciolo privato, dove sorge una piccola torre neomedioevale, capace di ospitare al massimo 10 piccole imbarcazioni e privo di qualsiasi servizio; i fondali sono molto bassi (1 - 1,50 metri). 
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Aggiungo solo questo di particolare interesse per gli amanti del mistero. Poichè il castello privato non era visitabile, nella mia infanzia si vociferava che esistesse al suo interno una scala lunghissima che arrivava sino al mare, in un porticciolo interno,  dove forse potevano attraccare piccoli sottomarini con un percorso subacqueo.
Inoltre, e questo Wikipedia non lo dice, nella piccola chiesetta che si trova nascosta nel verde della macchia, è custodita una pietra "magica" che donerebbe una vita lunghissima al solo toccarla. Tutta la scogliera abbonda di leggende un'altra è quella del tesoro nascosto da Buffarini Guidi in ambiente subacqueo, ma ve ne parlerò magari un'altra volta . Qui potete osservare il magnifico panorama che si gode da questo luogo unico nel suo genere, la tomba di Sydney Sonnino in una caverna che si affaccia sul mare e la pietra magica che, potete osservare, ha impressi dei simboli templari.
Copyright foto Fabrizio Frosali.   .

domenica 17 aprile 2016

Il castello de LA CALAHORRA



Uno dei più intriganti e strani castelli che si possono incontrare in Andalusia è certamente quello della Calahorra che forse qualcuno ricorderà di aver visto come rifugio e quartier generale del famigerato El Raisuli, capo dei berberi del Riff, interpretato da Sean Connery nello splendido film “Il vento e il leone”. 

Il castello vero e proprio si trova invece ai piedi della Sierra Nevada in Andalusia, prospiciente al villaggio della Calahorra, da dove parte o partiva un treno con locomotiva visto in innumerevoli western italiani, compresi quelli di Sergio Leone . Col fermo immagine in una delle prime scene di “Per qualche dollaro in più” si può scoprire il castello  piccolissimo in alto sul suo poggio  naturale.
E’ uno dei primi castelli rinascimentali costruiti fuori dall’Italia e  il primo in Andalusia. La sua costruzione risale al 1509 ma le fondamenta sono più antiche e hanno origini moresche.  
Consiste di quattro torri tozze di dimensione diversa l’una dall’altra e da una impressione di austerità che meglio fu raccolta dal film di Milius.  L’interno invece è sorprendentemente sontuoso con una splendida corte colonnata di marmo.


I re cattolici consegnarono il castello a suo tempo al Cardinal Mendoza che aveva giocato un ruolo importante nella riconquista di Granada. Passò poi al suo figlio illegittimo, il marchese di Zenete, che viaggiò in Italia e conobbe alcune figure leggendarie tra cui la nefasta Lucrezia Borgia che corteggiò e che intendeva sposare . Fu lui che abbellì l’interno del castello coi marmi di Carrara, ma ciò non gli valse a rimanerne proprietario,  nonostante fosse stato  riconosciuto come figlio dal cardinale. Fu infatti obbligato a lasciare il maniero, dopo aver rapito una giovane nobildonna che aveva rifiutato (anche lei…) di sposarlo… 

Foto copyright di Fabrizio Frosali  (visibile in basso...)

martedì 5 aprile 2016

Il castello di DUNGUAIRE





 
     Il castello, che ho avuto la fortuna e il piacere di visitare, deriva il suo nome dal leggendario re del Connacht , Guaire. Si trova sulla costa occidentale dell'Irlanda nella contea di       Galway    ed è costituito principalmente da una torre e da una cortina difensiva. Gli italiani ricorderanno  forse di averlo visto in alcune scene dei films: "Intrigo in Irlanda" e "Attacco piattaforma Jennifer".





D'estate è possibile partecipare alle cene medioevali che vi vengono tenute e vi assicuro che è una esperienza da non dimenticare! 

domenica 3 aprile 2016

l'arca i templari e le spade della leggenda

Il volume si può trovare in vendita sul sito de "Ilmiolibro" a questo link:
http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/storia-e-filosofia/87072/larca-i-templari-e-le-spade-della-leggenda/
Come potrete leggere nella scheda è composto di alcuni articoli che dovevano esser pubblicati su magazine ormai chiusi e alcune mie ricerche personali posteriori, corredato da diverse foto a colori.
Ringrazio in anticipo tutti coloro che si vorranno soffermare su questa pagina e condividono i miei interessi su questi argomenti particolari!!!

sabato 2 aprile 2016

Il monastero celtico delle isole SKELLIGS

Il testo di questo articolo è preso da Wikipedia le foto sono invece copyright del titolare del sito Fabrizio Frosali.

Descrizione

Il luogo non è oggetto di moltissime visite da parte dei turisti, scoraggiati dalla sua remota e sperduta posizione, ma anche da numerose restrizioni da parte del governo irlandese: solo 10 imbarcazioni hanno il permesso di salpare dalle coste del Kerry, con un massimo di 12 persone a bordo e soltanto una volta al giorno. Ne deriva che il posto è preservato in maniera eccellente.
L'interno del monastero, spartano fino all'eccesso, è un'immagine palese dell'ascetismo e della vita rigorosa praticata dai monaci del primo Cristianesimo irlandese. I monaci vivevano in piccole celle circolari (clochans) fatte di pietra viva asciutta incastrata, costruiti praticamente sulla sommità di scogliere a picco sul mare alte circa 60 metri. Il monastero è accessibile da un'impervia scalinata scavata nella roccia e presenta accanto un'antica High Cross.

Storia e conservazione

Il monastero sopravvisse a una razzia vichinga nell'823, con una successiva espansione culminata con la costruzione della cappella centrale all'inizio del II millennio. Fu abbandonato un secolo dopo circa dall'ultima espansione e riscoperto nel XVI secolo per pellegrinaggi annuali, ma senza residenti fissi. Nel 1826 fu costruito un faro e nel 1986 furono intrapresi dei lavori di restauro per aprire il luogo ai turisti.Recentemente, tuttavia, l'accesso ai turisti è stato sempre più limitato per cercare di conservare al meglio questo luogo eccezionale e unico al mondo: ciò che desta più preoccupazione è la particolare scalinata, da un lato non molto sicura per le persone, dall'altro in pericolo di degradazione se percorsa da troppi visitatori.


domenica 14 settembre 2014

La prigione di DRACULA

Dalla stampa internazionale ricavo una notizia che sarà per molti di sicuro interesse. Pare che sia stato individuato il luogo dove Vlad Tepes III, meglio noto come Vlad Dracul o DRACULA sia stato tenuto prigioniero in giovane età. E' noto infatti che lui e suo fratello Radu furono presi  in ostaggio dai Turchi Ottomani nel 1442, per garantire la fedeltà di loro padre, Vlad Dracul II . Si sapeva che erano stati tenuti nel castello di Tokat, chiamato anche  fortezza Dazimon,  in Turchia. Tokat è una antichissima città, risalente al tempo degli Ittiti e si trova nella regione del Ponto. Ora scavi recenti hanno rivelato che il maniero è completamente circondato da gallerie segrete. Lo stesso archeologo che ci lavora, Ibrahim Cetin, ha affermato che è un luogo "molto misterioso". E' stato individuato un tunnel di 100 metri nella facciata nord, e alcune prigioni nei sotterranei. Le rovine si trovano su una ripida collina sopra la città attuale, ma è difficile stabilire l'esatta cella in cui era tenuto prigioniero Dracula, anche se si crede che sia una di quelle scoperte recentemente con gli scavi. 

giovedì 20 marzo 2014

Castello di MONTFORT a ARCHES nel CANTAL- (Castelli dei templari)

Nell'ambito di una delle ricerche che fo più che altro per passione, ho trovato finalmente un altro luogo in Francia, oltre quelli già individuati, in cui pare (il condizionale è d'obbligo) che i templari abbiano opposto resistenza agli ordini di arresto da parte degli armigeri di Filippo il Bello, nel lontano 1307.  Questi sono i pochi dati che ho potuto raccogliere per ora...
Sembra che  i Templari, avvertiti dal vescovo di Aurillac già dal 7 Ottobre, si rifugiarono e resistettero vittoriosamente sia nel castello di Montfort, che qui vedete, sia in quello a poca distanza di  Toursac, nel comune di Palminhac, di cui però non ho trovato traccia. I fondi monetari e gli oggetti di culto furono nascosti nei sotterranei. Una tradizione vuole che ci sia una corrispondenza tra il vescovo di Aurillac e i signori di Saint Flour e Ponsinhac. Questa corrispondenza si trovava in una cassa di archivi del Vaticano, di cui si impossessò poi Napoleone  e che è poi scomparsa.
Attenzione: di castelli di "Montfort" ce ne sono diversi in Francia. Questo si trova nel Cantal, e purtroppo non si visita.
Fabrizio Frosali
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martedì 21 gennaio 2014

Il VIMANA

Sembra che l'impero Rama fosse contemporaneo alla più nota Atlantide e alcuni esoteristi affermano che sia scomparso subito dopo la distruzione del continente atlantideo. Vi sono antichi poemi epici indiani che descrivono quella che pare essere una tremenda guerra tra Atlantidi e Rama, Quest'ultimo impero si estendeva dalla valle dell'Indo fino all'india del Nord.   Molti sono gli scritti che riportano tale guerra e le armi paurose in essa usata. Tra i più noti citiamo il Mahabharata e il Drona Parva. In essi ci sono descrizioni di grandi palle di fuoco che possono distruggere una città intera e di "Sguardi di Kapilla" capaci di ridurre in cenere mille uomini. Probabilmente vi erano più di sette grandi città, oltre a quelle in genere menzionate,  che includevano sicuramente Mohenjo-Daro e Harappa, dove effettivamente si è trovato qualcosa di strano, una evidenza palpabile che qualcosa di tragico deve essere accaduto nel lontano passato.Queste due città  erano i più importanti centri del regno ed erano molto simili tra loro. Potevano ospitare anche 40.000 abitanti e il loro diametro era di oltre 5 km. Erano divise in quartieri, gli edifici costruiti con malta cotta al forno con cortili interni, pozzi e scale e il  sistema fognario eccellente, molto più avanzato di una delle nostre città del XVIII secolo. Ma ad un tratto questa stupefacente civiltà scomparve repentinamente. Una delle ipo-
tesi addotte dagli scienziati per spiegare la loro fine fu proprio la guerra, suffragata anche da segni di bruciature ritrovati sui muri di Mohenjo Daro.  Un testo sanscrito risalente al secondo millennio avanti Cristo, il Rigveda, racconta di un popolo di invasori che intorno al 1500 avanti Cristo, guidato dal dio Indra attaccò le città della valle dell'Indo e le ridusse in cenere. Secondo David Davenport i testi sanscriti non sono solo leggende, ma riportano fatti veramente accaduti e descrivono armi molto avanzate tecnologicamente. Gli effetti di tali devastazioni ricordano le conseguenze di esplosioni nucleari, e Davenport ha ritrovato oggetti come braccioli, e anfore fusi insieme o vetrificati per effetto di un calore dell'ordine di 1500 gradi. Inoltre, quando Mohenjo-Daro fu scavata nel 1950, furono trovati molti scheletri di persone nelle strade, che spesso si tenevano per mano, proprio come le antiche epiche avevano descritto, e il tasso di radioattività che questi resti presentavano era alto come quello dei morti giapponesi a Hiroscima.  Gli ordigni che compivano tali devastazioni erano trasportati da Vimana e vi sono molte descrizioni di questi oggetti  in diversi testi.  Il Ramayana descrive il vimana come una nave circolare o cilindrica, con un doppio ponte, con oblò e un duomo, ma vi erano anche altri tre tipi di macchine volanti.  Sono stati ritrovati anche interi manuali di volo scritti da questi antichi indiani . Uno di questi è il Samara Sutradhara, ma molto più specifico è il Vaimanika Sastra che fu scoperto  in un tempio in india nel 1875 e descrive in dettaglio le manovre di volo, le precauzioni da prendere in lunghi voli, in uragani e come passare dall'energia solare a un altro tipo di energia . I Vimana erano tenuti nel Vimana Griha, una specie di Hangar ,e funzionavano con un propellente di colore giallo.
Una delle città devastate da una gigantesca esplosione si trovava fra il Gange e le montagne di Rajmahal anche questa spazzata via da ondate di  calore  estremo.
Per quanto resti materiali dei Vimana non si siano ancora ritrovati, sicuramente molti templi indu sono stati costruiti ripetendo le forme di queste macchine volanti. L'immagine
che allego, spero lo testimonia. L'altra è un disegno del Vimana, basato sugli scritti epici.

domenica 24 novembre 2013

PREMIO IORACCONTO 2013 - Terzo Premio sezione fantasy - IL SARCOFAGO DEI GARAMANTI

Ed ecco qua: Il mio racconto "IL SARCOFAGO DEI GARAMANTI" avente per protagonista il mio personaggio Krane (Vedi romanzo omonimo) ha vinto il terzo premio per la sezione fantasy al premio Nazionale IoRacconto 2013! Posso ritenermi soddisfatto, essendo la prima volta che partecipo ad un concorso letterario. 
Ecco qua il link dove potete leggerlo:      http://salgariana.blogspot.it/

Nella foto: il sarcofago che si trova della piramide di Cheope, che viene anche menzionato nel mio racconto.
FABRIZIO FROSALI
Ed ecco qua:  Il mio racconto "IL SARCOFAGO DEI GARAMANTI" avente per protagonista il mio personaggio Krane (Vedi romanzo omonimo)   ha vinto il terzo premio per la sezione fantasy al premio Nazionale IoRacconto 2013! Posso ritenermi soddisfatto, essendo la prima volta che partecipo ad un concorso letterario. 
Quando disponibile vi fornirò il link dove potrete leggerlo, se vi va, on line, (E compararlo, perchè no, col primo e secondo premio assegnato).  Ogni commento da parte vostra sarà gradito.
Nella foto: il sarcofago che si trova della piramide di Cheope, che viene anche menzionato nel mio racconto.

lunedì 18 novembre 2013

Finalista al Premio "IoRacconto 2013"

Il racconto incentrato sul mio personaggio Krane, protagonista anche del romanzo dal medesimo titolo, è entrato tra i finalisti del premio.

Ne allego qui una parte.  Dopo la premiazione potrete leggerlo per intero.
Il personaggio dell'ilustrazione, disegnato da Steranko, rappresenta El Borak una delle mie fonti di ispirazione per Krane e molto simile a lui come look fisico ed ambientazione.  (El Borak è un personaggio di Robert Howard)


IL SARCOFAGO DEI GARAMANTI

.... 
In pochi attimi, ma che a lui sembrarono lunghi come ore, vide la nascita dell'Universo, con strani bolidi che emergevano da qualcosa che non seppe individuare e che non erano tutti sferici, e poi subito dopo, scene di battaglie, battaglie a non finire. Riconobbe gli eserciti d’Alessandro alla conquista dell'India, legioni romane attaccate sotto il vallo d’Adriano, templari sgozzati dopo la battaglia di Hattin, il crollo della torre Maledetta. Vide questo e molto altro. Come sapeva e poteva riconoscere le cose che la sua mente vedeva? Lo ignorava, ma qualcuno o qualcosa gliele suggeriva, come se lui fosse stato presente ad ogni avvenimento. Ed ancora fu presente al rogo dei perfetti a Montsegur e a quello di Giovanna d'Arco, anche se in questo caso non poté vedere bene in volto la pulzella che bruciava. E sempre in quelle visioni osservava simboli religiosi, molte croci sicuramente, ma ebbe anche visioni della Kaaba alla Mecca in mezzo a migliaia di moltitudini oranti e una dea sanguinaria indiana con molte braccia ed una collana di teschi... Poi le allucinazioni cessarono e Krane fu preso dal fortissimo desiderio di sdraiarsi in quel sarcofago e continuare a godere delle visioni magiche che gli erano apparse. Stava per infilarcisi, ma ... 

FABRIZIO FROSALI

domenica 11 agosto 2013

Castello di PUYMARTIN - Il gabinetto dei simboli (Serie misteri del PERIGORD QUERCY)

Puymartin è ricordato non solo per il fantasma della Dama Bianca, ma anche per il suo gabinetto esoterico dei simboli. Ho avuto la fortuna di vedere il vero gabinetto, che non è visibile sempre nelle visite guidate, in quanto è una stanza molto piccola. Infatti,  se ci sono molti visitatori viene fatto osservare un DUPLICATO, approntato in un'altra sala del castello. Ho fotografato anche tutti i simboli e qui ne potete vedere alcuni.
  Questa era una camera di meditazione e davvero, in essa, io che di solito sono refrattario a percepire certi messaggi, qui ho sentito invece qualcosa di strano, senz'altro il desiderio (inappagato) di potermi fermare di più e riflettere su cosa vedevo, magari cercare che so, qualche arcana porta segreta di accesso ad altri mondi o forse semplicemente un'illuminazione.   I simboli presenti nella stanza sono:

Argo dai cento occhi
Bellerofonte su Pegaso
un sacrificio a Bacco
Perseo e la Medusa
Meleagro ucciso dalla madre
Memnone e il sole
Dafne e il sole
Eolo dio dei venti

Ma a questi simboli io ne aggiungerei un altro che si trova nella stanza da letto che precede la camera di meditazione.
Il quadro in questione, questa volta a colori, rappresentava ancora una volta Dafne ma nel 1800 la fanciulla che era nuda, è stata ricoperta ed il quadro modificato per far si che rappresenti invece LA MADDALENA,   con  tanto di mano appoggiata sul teschio, crocifisso occultato ecc.    Una cosa che avendo tempo sarebbe da indagare... se non ci fossero altri stimoli, altri misteri forse più interessanti...
Le immagini che vedete rappresentano Dafne/Maddalena,  Perseo con Medusa  ed Eolo che è stato fornito di OTTO dita per mascherare  la sua virilità  (Anche qui un ritocco ottocentesco!)...   

domenica 4 agosto 2013

Il fantasma della Dama Bianca al castello di PUYMARTIN (Serie misteri del Perigord/Quercy)

Come promesso arriva uno spot sulla Dama Bianca e sul suo fantasma che frequenterebbe il castello di Puymartin .   Ahime, arrivati nel posto apprendiamo che il fantasma uscirebbe verso mezzanotte, dunque è improbabile incontrarlo durante una delle visite guidate...   Comunque il castello è interessante anche per altre ragioni che inserirò in altra voce,
anche per inserire le foto. La dama bianca sarebbe Thèrese de saint Clar, che il marito geloso, sospettandola d'infedeltà, avrebbe rinchiuso nella torre nord per tutta la vita. Abbiamo potuto visitare la camera dell'infelice, che veniva nutrita tramite una botola che si apre nel soffitto. Si dice che lei sia ancora sepolta lì
, nel muro accanto alla porta attuale di accesso e ci viene mostrato il punto (vedi mia foto) . Alla mia domanda se sono state fatte indagini o prospezioni atte ad individuare se veramente li è sepolto qualcuno, mi è stato risposto di no e che il proprietario (Il castello è privato) non ha questa intenzione. Contentiamoci per il momento di questo ...

martedì 30 luglio 2013

LA LEGGE DELLA SERIE ovvero TRACCE INVISIBILI DI PRINCIPI INTROVABILI

Un noto proverbio dice  "Non c'è due senza tre"; cosa voglia significare è piuttosto ovvio, ed è molto generico, ma che le cose accadono e si innesti una serie di avvenimenti simili, questo è inspiegabile. Facendo riferimento ai due casi simili di incidenti ferroviari accaduti in questi giorni e all'incidente al bus nel nostro paese, che ha prodotto diversi morti, ho scritto che erano evidenze che si era innestata una serie.
Ma io  non mi sono inventato la cosa.  E' purtroppo una naturale tendenza dell'uomo, quando non capisce perchè avvengono certe cose, attribuire il tutto alla casualità.  Sembra invece che non sia così.
Già l'arcinoto Carl Gustav Jung a suo tempo inventò il termine sincronicità volendo indicare con esso  dei legami ancora inspiegabili tra eventi fisicamente indipendenti . Termine simile a coincidenza che vuol dire "verificarsi simultaneo di eventi non collegati in senso casuale.

Ma fu l'austriaco Paul Kammerer il primo a studiare scientificamente la cosa . Si mise ad annotare nei parchi di Vienna tutte le persone che gli passavano davanti divise per sesso, età, abbigliamento , se avevano il cappello, la barba, ecc. . Bene i risultati furono che frequentemente se ad esempio passava un uomo con la barba ed il bastone si poteva esser certi che dopo poco ne sarebbe passato un altro.
Kammerer chiamò questo fenomeno "la serie" ed era convinto che alla base di questo ci fosse un principio cosmico sconosciuto.
Più avanti a Kammerer si spinse Wolfgang Pauli, premio Nobel per la fisica nel 1945, che teorizzò:
"le coincidenze sono manifestazioni di un principio universale difficilmente comprensibile che opera in maniera del tutto indipendente dalle leggi della fisica a noi note. Sono manifestazioni di una forza misteriosa che cerca di dare un proprio ordine alla vita umana, insieme con  la telepatia e la precognizione."

Ed allora vi invito ad un esperimento:  fate anche voi come Kammerer, io l'ho fatto diverse sere, uscendo a frescheggiare dal caldo estivo.  Seduto su una panchina, osservo chi mi passa davanti in un senso e nell'altro. La sera estiva ci sono persone di tutti i tipi.  Bene, vi assicuro che i risultati saranno sorprendenti...















Ecco quindi che il nostro orgoglio,  la nostra pochezza umana   

lunedì 29 luglio 2013

Appunti su...DOMME prigione dei templari

Nel luglio 2013 , pochi giorni fa dal momento in cui scrivo ora, ho visitato la prigione dei templari di DOMME. Devo dire che sono rimasto profondamente deluso. Non per i graffiti templari, che anzi sono stati spiegati dalla guida in modo esauriente, ma per altre cose.   Intanto c'è da premettere che Domme è il luogo dove i segni lasciati dai templari arrestati sono più facilmente leggibili ed interpretabili. Anni fa visitai anche Chinon, l'altro "grande" luogo dove i templari lasciarono le loro testimonianze, ma i graffiti non erano "visibili" come quelli di Domme.    Erano però "fotografabili",e mi spiego.  Per Domme la visita va prenotata. Bisogna essere in numero ristretto perchè le due torri sono piccole . Una non viene fatta visitare, perchè ci vien detto che lì i graffiti sono pochi. L'altra , quella di destra entrando nel villaggio, ha i graffiti dappertutto. Immediatamente appena entrati, in un gruppo di una decina di persone , ci viene detto che non possiamo far foto o film. Alle mie rimostranze la guida ha obiettato che lo fanno per conservare la "purezza" dei graffiti, in quanto genuina testimonianza dello spirito templare. Il pubblicare foto in internet secondo l'ufficio del turismo, potrebbe far diffondere ancor più teorie e storie strampalate sui monaci guerrieri.  Io ho replicato dicendo che proprio con questo comportamento si alimentano le voci di presunti complotti o segreti detenuti dai templari, anche perchè NON ESISTE IN FRANCIA un libro o una pubblicazione che parli specificatamente dei templari detenuti in Domme. Perchè non viene fatta, visto che Domme è il luogo più impoortante per ciò che riguarda la simbolica templare? Vien da pensare che si voglia nasconder qualcosa... Altro punto di non risposta se non generica. Il vietare le foto inoltre non è dovuto allo scopo di salvaguardare i reperti, visto che i graffiti sono incisi sulla pietra, (dunque non deteriorabili dai flash e tantomeno dagli scatti fotografici) poichè la  torre manca di copertura, è esposta quindi alla pioggia e ai venti che hanno già fatto sbiadire la traccia di alcuni graffiti.  Pare quasi che VOGLIANO che questi segni siano cancellati, in quanto basterebbe una semplice copertura anche di plexiglass ad un costo modicissimo.    La guida comunque, stando attenta che non ci avvicinassimo più di tanto alle incisioni, li ha commentati tutti (i più importanti) ed ha confermato che sono in sequenza cioè vogliono comunicare qualcosa che per ora è indecifrabile. Il canonico Tonnelier, l'unico che ha scritto sui reperti, sulla rivista "archeologia", ne fece il calco di tutti.  Ho potuto vedere nelle copie della guida anche quello che raffigurava la croce, con Giuseppe di Arimatea che raccoglieva il sangue di Cristo, ma in loco questo graffito, forse il più importante e l'ultimo della serie, non c'era più. La guida ha detto che col tempo si è cancellato, ma ispezionando la pietra io l'ho trovata perfettamente liscia, come se fosse stato deliberatamente eraso. Infine altro elemento sconcertante: alla fine della visita, come detto esaustiva nella descrizione dei graffiti esistenti nella rotonda della torre,( le cui immagini sono comunque visibili in rete, basta cercare un pò,) ci viene concesso di infilarci per un brevissima occhiata in un piccolo corridoio, 7 o 8 metri, che portava all'unica latrina (Sì, i 60 o 70 templari erano ammassati come delle bestie  in quella torre che come ho detto era già piccola per noi dieci).  Ebbene quel corridoio, anche quello, è tutto ricoperto di graffiti, che ovviamente non vengono illustrati né raffigurati in qualche pubblicazione.
 Ed ora uno scoop.  Se ci andate, guardate in basso nel corridoio a destra entrando. C'è una pietra che è un pò sopraelevata e forse serviva da sedile. Ebbene questa ha lungo un lato tutta una serie di punti scavati, che a me ha ricordato le famose dita del diavolo, presenti in un muro esterno della cattedrale di Pisa. Questi sono identici e non so proprio dirvi se si tratta di una malformazione della pietra od altro. Qualcuno di mia conoscenza scriverebbe che trattasi sicuramente di scrittura o puntatura ermetica. Mi asterrò dal farlo.  Allego a questa mia anche una foto dell'interno della rotonda (dove sono i graffiti) ripresa dall'esterno  da una feritoia esistente. Non vedrete i graffiti, ma fidatevi, sulla parete ci sono.  Per le foto dei graffiti potrei fornirvi un link ma non lo farò. Se siete veramente interessati penso mi avrete seguito fin qui e magari li avete già visti . Al limite  potete chiedermelo direttamente !